Francesco Monica al tiro con l'arco

Il Segretario Provinciale avv. Francesco Monica si è recato nei giorni scorsi a Bologna dove ha presentato all’ Ufficio Protocollo dell’ Assemblea Legislativa Regionale ( n. AR14092010 102959 ) una Petizione ( ai sensi e per gli effetti dell’Art. 16/I° comma del vigente Statuto Regionale ) finalizzata ad ottenere , tramite una modifica della vigente normativa regionale in materia di modalità dell’esercizio dell’Attività Venatoria , l’autorizzazione all’utilizzo dell’Arco quale ulteriore strumento per l’esercizio della Caccia ( oltre naturalmente agli altri strumenti già attualmente consentiti a tutti i Cacciatori regolarmente abilitati : ovvero il fucile – nelle sue varie tipologie e calibri – ed il falco ) .
 
La Caccia con l’uso dell’Arco ( c.d. BOW HUNTING ) è , da sempre , diffusissima negli USA , dove sono numerosissimi i suoi praticanti .
Lo stesso dicasi anche per parecchi Paesi dell’Europa ( soprattutto la Francia ) .
 
In Italia la Caccia con l’Arco è attualmente consentita dalla vigente Normativa Quadro nazionale ( in specie dall’Art. 13 della L.11.02..1992 n.157 ) , la quale poi ha delegato a ciascuna Assemblea Legislativa Regionale , nell’ambito della propria specifica autonomia in materia , il compito di fare norme per ammetterla o meno nel rispettivo ambito territoriale .
Ed infatti è stata da tempo ammessa , quale possibile alternativa alle altre metodologie già lungamente praticate , in numerose Regioni Italiane : lo è , in particolare , anche nei territori delle Regioni Lombardia , Liguria e Toscana .
Regioni tutte e tre limitrofe all’Emilia Romagna , la cui Assemblea Legislativa però ha , ad oggi ,  assunto e mantenuto una normativa che è , in punto , diametralmente opposta.
In tal senso è l’ Art. 48/II° comma della L.R. 15.02.1994 n. 8 , che  vieta l’uso dell’Arco , quale strumento per l’esercizio dell’Attività Venatoria , in tutto il  Territorio della Regione Emilia Romagna .
 
La sussistenza di insopprimibili esigenze di omogeneità disciplinare , in un’auspicabile ottica di Unicità Legislativa Nazionale volta ad evitare incongruenti disparità di trattamento di situazioni analoghe solo perché riferite a diverse aree geografiche dell’Italia , rendono opportuno consentire il prelievo venatorio tramite l’utilizzo dell’arco ( quale ulteriore strumento di Caccia ) anche sul Territorio della Regione Emilia Romagna : uniformandone in tal modo la normativa di gestione dell’Attività Venatoria a quella in materia già disciplinata sia dal Legislatore Nazionale  che dalle Assemblee Legislative facenti capo alle limitrofe Regioni Liguria , Lombardia e Toscana  .
 
Pertanto , a nome de LA DESTRA -Federazione di Piacenza , il Segretario Provinciale Francesco Monica ha chiesto che l’ Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ( al termine dell’apposito iter istruttorio/deliberativo previsto in caso di Petizioni ) voglia disporre un aggiornamento della vigente la L.R. 15.02.1994 n. 8 ( Disposizioni per la protezione della Fauna Selvatica e per l’esercizio dell’Attività Venatoria ) e quindi , previa abrogazione del divieto di utilizzo dell’arco nell’esercizio dell’Attività Venatoria ( come detto , disposto ex Art. ex Art. 48/II°comma ) , introdurre apposite norme le quali , in sinergia con le altre già vigenti , lo inseriscano  tra i vari mezzi regolarmente previsti per il prelievo della selvaggina ed a disposizione di tutti i Cacciatori regolarmente abilitati :
prevedendo poi anche una corretta distinzione delle attrezzature utilizzabili in termini di differente potenza di carico ( libraggio ) degli Archi , nonché del peso delle frecce , della forma del loro impennaggio e delle loro punte  .
Distinguendo così l’ arco e le frecce da utilizzare nella caccia alla selvaggina stanziale e/o nel tiro a volo ( con carico di potenza non superiore  alle quarantacinque libbre e , per il tiro ai volatili , con penne della freccia di dimensioni e forma idonee a frenarne la gittata ) , dall’arco ( con carico di potenza non inferiore alle cinquanta libbre effettive ) e dalle frecce ( di peso conseguentemente adeguato  ) per la caccia agli ungulati .
Consentendo così , anche tramite l’utilizzo dell’Arco , l’esercizio dell’Attività Venatoria secondo modalità di tempo e di luogo identiche a quelle già previste per l’uso del fucile .
Inserendo quindi anche l’arco tra gli strumenti consentiti per la c.d. “ Caccia di Selezione “ .
 
Chi sceglie l’Arco per la propria Attività Venatoria si ritrova  in uno status mentale estremamente coinvolgente , che richiama all’essenza dell’uomo quale “predatore” : una creatura tra le altre creature del bosco .
Un essere il quale , così come gli altri  , è solo e libero , anche dai compromessi tecnologici che , nel tempo , pur agevolandolo ,  ne hanno però depotenziato il fisico e la mente : offuscandone , nella Natura , le proprie ancestrali capacità di percezione , di valutazione e di conseguente azione /reazione .
L’interesse dell’Arciere Cacciatore  verso il c.d. “ carniere “ risulta ( ovviamente , data l’estrema difficoltà di catturare una preda scoccando una sola freccia   ) fortemente limitato .
Prevale invece in lui solo una continua ricerca interiore , che lo spinge a compenetrarsi e confrontarsi con l’elemento Natura alla pari : coinvolgendolo sempre di più nella sua conoscenza e nel suo rispetto  attraverso le tante difficoltà insite in questa nobilissima ed antichissima “ Ars Venandi “ : prima fra tutte quella di riuscire realmente ad avvicinare la preda ad una breve distanza , per consentire un tiro della freccia possibile , quindi efficace e così utile all’abbattimento del selvatico , senza però che questo se ne accorga , si spaventi e quindi si dia precipitosamente alla fuga .
La Caccia con l’Arco è quindi , di conseguenza , anche un sistema di prelievo della selvaggina a bassissimo impatto ambientale .
La scelta dell’arco per la caccia è prima di tutto una scelta di vita:  usare un arco, soprattutto nella caccia agli ungulati, significa sacrificare tanto tempo a questa attività; tempo per mantenersi allenati e pronti a scoccare quell’unica freccia, tempo per la ricerca della preda e per il suo avvicinamento, tempo per studiare un posto idoneo dove tendergli un agguato. Una caccia che comporta tanti sacrifici, ma che per le emozioni che regala diventa, per chi la pratica, una sublimazione dell’attività venatoria.
Una caccia fatta di solitudine e di silenzio, di pazienza, di movimenti lenti, di tanta osservazione, di molta umiltà, di molte delusioni, di scarsi carnieri, ma anche di emozionanti incontri ravvicinati; che grande gioia riuscire ad avere ragione su un selvatico entrando nel raggio dei suoi sensi, un’emozione tanto grande da far passare in secondo piano anche l’abbattimento.

L’uso di questo antico strumento permette una sorta di cammino a ritroso nella Storia dell’Uomo Cacciatore e , più in specifico , nelle radici della nostra Storia .
La Caccia , come anche la Pesca , sono entrambe parte della Cultura Popolare che , per LA DESTRA , deve essere sempre recuperata nella sua prima essenza poiché rientra in un antico processo di conoscenza che appartiene al Popolo Italiano .
Sia alla Caccia che alla Pesca sono cornice l’Ambiente Naturale che è lo splendido Patrimonio della nostra Nazione : un Patrimonio che LA DESTRA ,  da sempre e come sempre , ha a cuore ed intende salvaguardare .
LA DESTRA – Federazione Provinciale di Piacenza
– fà dunque ora appello a tutti i Consiglieri Regionali dei Partiti PDL e LEGA NORD affinché sostengano la presentata Petizione , al fine di ottenere la sua approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa Regionale dell’Emilia Romagna .

 Testo Petizione