Il Segretario Provinciale Monica e il Dirigente Tappani accanto ai manifesti

La Federazione Provinciale ha festeggiato affiggendo manifesti per l’inizio della fine politica di Gianfranco Fini, che non  riuscito a far cadere il governo Berlusconi, ma ha dimostrato che FLI si sta sfasciando.

Libertà e Cronaca hanno dato risalto all’evento.

Finalmente, dopo un lungo periodo di attesa, e di  ingiusti veti, il partito La Destra può, con orgoglio, schierarsi al fianco della coalizione guidata dal Presidente Berlusconi.
 
Dopo il veto del 2008  , emanato per volontà dell’On.le Fini ( che ora pero tutti gli Italiani di Destra hanno imparato a conoscere ! ) , il Presidente Berlusconi a Taormina , alla festa de La Destra , ha accettato la nostra leale Alleanza consentendoci di realizzare appieno gli obiettivi per i i quali era nato il nostro Partito nel 2007.
 
Ora LA DESTRA da qui riparte nella sua ascesa e nessuno la potrà più fermare !
 
Può così  rientrare nell’Alveo Politico che le è più congeniale , cioè al fianco di Forze Politiche moderate e conservatrici ed all’interno di una Coalizione ( formata quindi dal PDL e dalla LEGA NORD )  in cui potrà portare i Valori che da sempre contraddistinguono il nostro Popolo: l’Identità Nazionale , la tutela dell’Ambiente e del Territorio  i temi sociali e la Famiglia.
 
Con queste prospettive ora Noi qui rilanciamo l’invito, a tutti coloro che credono nei nostri Valori, a volerci contattare ( Cell. 338/8869367 , Mail. francesco.monica@fastwebnet.it ) e quindi così ad unire sotto la Bandiera de LA DESTRA : perché le Sinistre, pur se attualmente in difficoltà, sono ancora politicamente vive e vitali .
 
Andiamo tutti insieme in campo aperto , orgogliosi della nostra Identità e fieri della nostra  splendida Bandiera !!
 
A Noi , a LA DESTRA  , spetta ancor ora ( come sempre ) il compito di impedire che tale politica vitalità delle Sinistre  sia alimenti e , come già in passato ( purtroppo non ancora remoto ) , contribuisca a mandare in rovina  l’Italia .
  
                  Francesco Monica ed Emilio Tappani
         Segreteria Provinciale LA DESTRA  di Piacenza

Francesco Monica al tiro con l'arco

Il Segretario Provinciale avv. Francesco Monica si è recato nei giorni scorsi a Bologna dove ha presentato all’ Ufficio Protocollo dell’ Assemblea Legislativa Regionale ( n. AR14092010 102959 ) una Petizione ( ai sensi e per gli effetti dell’Art. 16/I° comma del vigente Statuto Regionale ) finalizzata ad ottenere , tramite una modifica della vigente normativa regionale in materia di modalità dell’esercizio dell’Attività Venatoria , l’autorizzazione all’utilizzo dell’Arco quale ulteriore strumento per l’esercizio della Caccia ( oltre naturalmente agli altri strumenti già attualmente consentiti a tutti i Cacciatori regolarmente abilitati : ovvero il fucile – nelle sue varie tipologie e calibri – ed il falco ) .
 
La Caccia con l’uso dell’Arco ( c.d. BOW HUNTING ) è , da sempre , diffusissima negli USA , dove sono numerosissimi i suoi praticanti .
Lo stesso dicasi anche per parecchi Paesi dell’Europa ( soprattutto la Francia ) .
 
In Italia la Caccia con l’Arco è attualmente consentita dalla vigente Normativa Quadro nazionale ( in specie dall’Art. 13 della L.11.02..1992 n.157 ) , la quale poi ha delegato a ciascuna Assemblea Legislativa Regionale , nell’ambito della propria specifica autonomia in materia , il compito di fare norme per ammetterla o meno nel rispettivo ambito territoriale .
Ed infatti è stata da tempo ammessa , quale possibile alternativa alle altre metodologie già lungamente praticate , in numerose Regioni Italiane : lo è , in particolare , anche nei territori delle Regioni Lombardia , Liguria e Toscana .
Regioni tutte e tre limitrofe all’Emilia Romagna , la cui Assemblea Legislativa però ha , ad oggi ,  assunto e mantenuto una normativa che è , in punto , diametralmente opposta.
In tal senso è l’ Art. 48/II° comma della L.R. 15.02.1994 n. 8 , che  vieta l’uso dell’Arco , quale strumento per l’esercizio dell’Attività Venatoria , in tutto il  Territorio della Regione Emilia Romagna .
 
La sussistenza di insopprimibili esigenze di omogeneità disciplinare , in un’auspicabile ottica di Unicità Legislativa Nazionale volta ad evitare incongruenti disparità di trattamento di situazioni analoghe solo perché riferite a diverse aree geografiche dell’Italia , rendono opportuno consentire il prelievo venatorio tramite l’utilizzo dell’arco ( quale ulteriore strumento di Caccia ) anche sul Territorio della Regione Emilia Romagna : uniformandone in tal modo la normativa di gestione dell’Attività Venatoria a quella in materia già disciplinata sia dal Legislatore Nazionale  che dalle Assemblee Legislative facenti capo alle limitrofe Regioni Liguria , Lombardia e Toscana  .
 
Pertanto , a nome de LA DESTRA -Federazione di Piacenza , il Segretario Provinciale Francesco Monica ha chiesto che l’ Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ( al termine dell’apposito iter istruttorio/deliberativo previsto in caso di Petizioni ) voglia disporre un aggiornamento della vigente la L.R. 15.02.1994 n. 8 ( Disposizioni per la protezione della Fauna Selvatica e per l’esercizio dell’Attività Venatoria ) e quindi , previa abrogazione del divieto di utilizzo dell’arco nell’esercizio dell’Attività Venatoria ( come detto , disposto ex Art. ex Art. 48/II°comma ) , introdurre apposite norme le quali , in sinergia con le altre già vigenti , lo inseriscano  tra i vari mezzi regolarmente previsti per il prelievo della selvaggina ed a disposizione di tutti i Cacciatori regolarmente abilitati :
prevedendo poi anche una corretta distinzione delle attrezzature utilizzabili in termini di differente potenza di carico ( libraggio ) degli Archi , nonché del peso delle frecce , della forma del loro impennaggio e delle loro punte  .
Distinguendo così l’ arco e le frecce da utilizzare nella caccia alla selvaggina stanziale e/o nel tiro a volo ( con carico di potenza non superiore  alle quarantacinque libbre e , per il tiro ai volatili , con penne della freccia di dimensioni e forma idonee a frenarne la gittata ) , dall’arco ( con carico di potenza non inferiore alle cinquanta libbre effettive ) e dalle frecce ( di peso conseguentemente adeguato  ) per la caccia agli ungulati .
Consentendo così , anche tramite l’utilizzo dell’Arco , l’esercizio dell’Attività Venatoria secondo modalità di tempo e di luogo identiche a quelle già previste per l’uso del fucile .
Inserendo quindi anche l’arco tra gli strumenti consentiti per la c.d. “ Caccia di Selezione “ .
 
Chi sceglie l’Arco per la propria Attività Venatoria si ritrova  in uno status mentale estremamente coinvolgente , che richiama all’essenza dell’uomo quale “predatore” : una creatura tra le altre creature del bosco .
Un essere il quale , così come gli altri  , è solo e libero , anche dai compromessi tecnologici che , nel tempo , pur agevolandolo ,  ne hanno però depotenziato il fisico e la mente : offuscandone , nella Natura , le proprie ancestrali capacità di percezione , di valutazione e di conseguente azione /reazione .
L’interesse dell’Arciere Cacciatore  verso il c.d. “ carniere “ risulta ( ovviamente , data l’estrema difficoltà di catturare una preda scoccando una sola freccia   ) fortemente limitato .
Prevale invece in lui solo una continua ricerca interiore , che lo spinge a compenetrarsi e confrontarsi con l’elemento Natura alla pari : coinvolgendolo sempre di più nella sua conoscenza e nel suo rispetto  attraverso le tante difficoltà insite in questa nobilissima ed antichissima “ Ars Venandi “ : prima fra tutte quella di riuscire realmente ad avvicinare la preda ad una breve distanza , per consentire un tiro della freccia possibile , quindi efficace e così utile all’abbattimento del selvatico , senza però che questo se ne accorga , si spaventi e quindi si dia precipitosamente alla fuga .
La Caccia con l’Arco è quindi , di conseguenza , anche un sistema di prelievo della selvaggina a bassissimo impatto ambientale .
La scelta dell’arco per la caccia è prima di tutto una scelta di vita:  usare un arco, soprattutto nella caccia agli ungulati, significa sacrificare tanto tempo a questa attività; tempo per mantenersi allenati e pronti a scoccare quell’unica freccia, tempo per la ricerca della preda e per il suo avvicinamento, tempo per studiare un posto idoneo dove tendergli un agguato. Una caccia che comporta tanti sacrifici, ma che per le emozioni che regala diventa, per chi la pratica, una sublimazione dell’attività venatoria.
Una caccia fatta di solitudine e di silenzio, di pazienza, di movimenti lenti, di tanta osservazione, di molta umiltà, di molte delusioni, di scarsi carnieri, ma anche di emozionanti incontri ravvicinati; che grande gioia riuscire ad avere ragione su un selvatico entrando nel raggio dei suoi sensi, un’emozione tanto grande da far passare in secondo piano anche l’abbattimento.

L’uso di questo antico strumento permette una sorta di cammino a ritroso nella Storia dell’Uomo Cacciatore e , più in specifico , nelle radici della nostra Storia .
La Caccia , come anche la Pesca , sono entrambe parte della Cultura Popolare che , per LA DESTRA , deve essere sempre recuperata nella sua prima essenza poiché rientra in un antico processo di conoscenza che appartiene al Popolo Italiano .
Sia alla Caccia che alla Pesca sono cornice l’Ambiente Naturale che è lo splendido Patrimonio della nostra Nazione : un Patrimonio che LA DESTRA ,  da sempre e come sempre , ha a cuore ed intende salvaguardare .
LA DESTRA – Federazione Provinciale di Piacenza
– fà dunque ora appello a tutti i Consiglieri Regionali dei Partiti PDL e LEGA NORD affinché sostengano la presentata Petizione , al fine di ottenere la sua approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa Regionale dell’Emilia Romagna .

 Testo Petizione

foto storica della stazione ferroviaria di Piacenza

In ordine ai continui episodi di criminalità che da anni caratterizzano la Zona della Stazione FS , Via Roma e limitrofe , vorremmo evidenziare, per la dovuta chiarezza , come la soluzione al problema non debba ( nè possa essere ragionevolmente ) ridotta e circoscritta ad un’esigenza di maggiore presenza in loco delle Forze di Polizia .
Infatti la criminalità , da sempre , è connessa al degrado sociale .
E non si può dimenticare ( o , peggio , far finta di non sapere , come qualcuno da troppo tempo ama fare ) che , in realtà , ad oggi , la ragione prima e fondamentale del permanere del degrado sociale nell’intero quartiere è stata ed è la grave negligenza politico-programmatica dell’attuale Amministrazione Comunale .
Polizia e Carabinieri , automuniti e non , ci sono tutti i giorni , a tutte le ore e si vedono !
Se vengono correttamente allertati , intervengono sempre !
Ed è solo merito del Governo Berlusconi ( ed , in particolare , del Ministro dell’Interno Maroni – Lega Nord) se , da un anno a questa parte , è stato varato con successo il progetto “ Strade Sicure “ : con Pattuglie miste di Agenti di Polizia  o Carabinieri e Militari ( qui a Piacenza del Genio Pontieri ) in continua perlustrazione .
Il problema , in realtà , è un altro che nulla ha a che fare con l’aspetto repressivo del reato , bensì sorge e si sviluppa a monte nel ben diverso ( ma certo non meno importante ) piano della sua prevenzione .
E’ questo il piano del tessuto sociale di coloro che vivono in quel quartiere , del loro ambito culturale , della propria rete commerciale e del loro contesto edilizio – abitativo .
Una complessa e variegata realtà che , in buona parte , è da molto tempo gravemente degenerata.
E di questo è certo politicamente responsabile la Giunta Comunale di Centro Sinistra che , da quasi dieci anni , è al governo della Città  .
Da sempre sosteniamo ( uno di noi anche quando , allora esponente di Alleanza Nazionale , è stato Presidente della Circoscrizione Comunale n.1 ) che per risanare la zona , oggi come in passato , erano e sarebbero necessari interventi politico-amminstrativi finalizzati al raggiungimento di tre principali  obiettivi :
 
1 ) incentivi alle ristrutturazioni degli immobili , che per la maggior parte risultano essere vetusti e fatiscenti .
In quanto tali vengono dati spesso in locazione a prezzi miserevoli ( spesso anche “ in nero “ ) : finendo così , inevitabilmente , richiesti ed occupati da un’utenza gravitante , per lo più , nel degrado sociale .
L’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto ( meglio dire potuto se solo avesse voluto ! ) stipulare una convenzione con una o più Banche , per  poi “varare” un progetto finalizzato a far ottenere ai proprietari di case della zona dei mutui a tasso zero finalizzati alla loro ristrutturazione .
 
2 ) un Piano di Valorizzazione Commerciale , idoneo a tutelare e ad incentivare ( tramite appositi sgravi sui costi di apertura , di gestione , di plateatico , di illuminazione , delle imposte et c. ) nella zona solo le attività commerciali nazionali e tradizionali : impedendo ( leggasi radicalmente vietando ! ) l’apertura di tutte ( e sottolineiamo TUTTE ! ) le altre attività commerciali di matrice non nazionale e che nulla hanno a che fare con la nostra tradizione  imprenditoriale ;
 
3 ) un fitto calendario annuale di iniziative ( a cadenza mensile ) culturali e ricreative nazionali e tradizionali di alta qualità ( mercato dell’antiquariato , mercato dei fiori , dei vini e prodotti della montagna , concerti di musica classica , giochi per bimbi , cinema all’aperto  et c. ) .
 
La Giunta Comunale di Centro Sinistra è stata , è ( e certo , ancora , non potrà che continuare ad essere ) gravemente quanto intenzionalmente negligente , sul piano della propria azione politico-amministrativa , in ordine a tutto quanto sopra esposto .
Si è solo limitata a lasciare andare le cose alla malora : né il loro negativo corso può dirsi , ad oggi ,  modificato dalle iniziative poste in essere tramite l’Agenzia appositamente creata e strategicamente ubicata in Via Roma .
Persino il fatiscente e ghettizzante Torrione Fodesta è stato mantenuto ancora quale “ Centro di Accoglienza “ , nonostante l’inevitabile disagio dei suoi ospiti Cittadini Extracomunitari che degli Italiani abitanti della zona .
Nulla è stato cambiato in meglio !
Perché ciò possa accadere , oramai , la soluzione è soloo quella di andare al voto il prima possibile e così “ mandare a casa “ questa Giunta di Centro Sinistra .
 
 
                  Francesco Monica ed Emilio Tappani
         Segreteria Provinciale LA DESTRA  di Piacenza

La fuoriuscita del Presidente della Camera dei Deputati dal Popolo della Libertà, al termine di un’ incredibile escalation di polemiche che lo hanno visto protagonista in maniera assolutamente inusuale, segna finalmente un elemento di chiarezza e vede confermate le ragioni politiche che , nel mese di Luglio del non lontano Anno 2007 ,
determinarono l’On.le FRANCESCO STORACE ed un consistente gruppo di Uomini e Donne di vera Destra Nazionale a fondare il Partito  LA DESTRA e ( come chi scrive ) ad aderirvi subito con enorme impegno quanto fortissimo entusiasmo.
Non una DESTRA ghettizzata : ovverosia fuori tempo e fuori luogo poiché  auto limitata celebrarsi ed a coltivare la nostalgia del Passato .
No di certo !
Ciò che è stato , per Noi , merita il massimo rispetto ed ogni onore , ma , in quanto oggi chiamati all’impegno politico , riteniamo sia doveroso guardare avanti poichè solo così facendo sarà possibile , da DESTRA , iniziare costruire il futuro dell’Italia ed il bene di tutti gli Italiani .
Il domani è per Noi l’identità della Nazione e quindi l’unico obiettivo da perseguire politicamente attraverso una DESTRA SOCIALE : una DESTRA cioè che , attraverso la propria Azione Politica , sia capace di fare fronte ai quotidiani problemi della Gente d’Italia .
Un PARTITO che vada realmente incontro alle solitudini dell’uomo , alla crisi di rappresentanza collettiva e lo faccia per dare voce a chi non ce l’ha , a chi sceglie la Politica non in base ai sondaggi ma per interpretarla e viverla con vera passione , esprimendo gli intramontabili VALORI di DESTRA che ha dentro di sè .
Già tre anni fà indicammo all’ Italia la spregiudicatezza dell’ On. Gianfranco Fini che di distruggere la realtà politica di cui è parte ha sempre avuto capacità e vocazione .
E’ stato il leader del glorioso MSI , in quanto le ( certo non facili ) sorti furono a lui ( quasi fiduciariamente ) affidate dall’indimenticabile On.le Giorgio Almirante , ma lo ha poi sfasciato e trasformato in AN .
E’stato quindi il leader di AN ma , dopo qualche tempo , ha ritenuto opportuno “sfasciare “ anche questa  realtà politica sciogliendola nell’ “acido “del PDL : il tutto in breve tempo , con estrema disinvoltura ed in nome di un pragmatismo politico sconcertante ( per non dire peggio ! ) .
Convinto , anzi no meglio , facendo solo e male finta di esserlo per così goffamente cercare di convincere gli altri  , che anni di durissime battaglie politiche , di bandiere al vento , di piazze gremite ed entusiaste , di inni ,di applausi , di lacrime , di sacrifici ( talvolta , putroppo , anche umani ) , di idee , di vittorie , di sconfitte , di impegno civile , di valori , di progetti di DESTRA  VERA potessero realmente essere eliminati con qualche firma  , una stretta di mano e magari anche un Campari , sorseggiato in fretta nell’anticamera dello Studio di un Notaio .
Ma , in realtà , il “ gioco “ non poteva essere così facile e nemmeno reggere a lungo .  Infatti così è stato !
Ancora una volta , sempre dopo qualche tempo , l’On.le Fini si è attivato per tentare di  “ sfasciare “ anche il PDL .
All’inizio della propria esperienza all’interno di questo neo nato Partito egli è rimasto “ fermo” : sperava infatti che il leader maximo On.le Silvio Berlusconi lo designasse pubblicamente suo “ erede “ politico .
Quando però poi si è accorto che tale “ successione “ politica avrebbe richiesto tempi lunghi o , peggio , era un affare che probabilmente non lo avrebbe mai riguardato , ha cominciato a dare evidenti segni di politica impazienza : da qui gli attacchi al Cavaliere , alla Lega Nord , i continui distinguo e le prese di distanza dal Programma di Governo .
Nell’impossibilità di salire al supremo vertice del Potere Politico Nazionale , istituzionalmente rappresentato dalla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri , l’On.le Fini ha cercato fuori dal PDL le soddisfazioni che gli erano state negate al suo interno .
Ed infatti le ha  trovate nella Sinistra e nell’opposizione in genere : certo non sorprendendosi degli applausi che gli tributavano coloro i quali in precedenza lo avevano snobbato per i propri trascorsi politici  .
All’On.le Fini ed ai suoi fedelissimi non è parso quindi vero di aver avuto l’approvazione del PD .
Tutti costoro , però , ben comprendevano come l’approvazione mossa nei loro confronti dalla Sinistra dipendesse soltanto da motivi biecamente strumentali e non invece da una rivalutazione politica in senso stretto .
L’On.le Gianfranco Fini ed i c.d. “ Finiani “ suoi seguaci erano ad ancora sono ben consapevoli di essere stati politicamente  utilizzati quali strumenti di una Sinistra totalmente incapace di battere il PDL alle urne e pertanto necessitata ad affidare a loro il compito di farlo implodere dal proprio interno .
Oggi il Partito LA DESTRA , in assoluta coerenza con l’ originario Politico Percorso, iniziato con la Costituente del Novembre 2007, auspica che il Presidente del Consiglio On.le Silvio Berlusconi voglia  mobilitare quella vasta e maggioritaria area del nostro Popolo che si riconosce nell’ alternativa alla Sinistra.
LA DESTRA intende collaborare lealmente alla costruzione di un Progetto Politico comune al Centro Destra – come già in corso in varie istituzioni del Territorio nelle diverse aree del Paese – rafforzando la propria struttura e quindi ponendosi come barriera politica, culturale e morale alle contraddittorie derive ideologiche dell’ On. Gianfranco Fini e di tutti quelli come lui .
LA DESTRA è pronta a collaborare direttamente al governo del Paese se se ne ravviserà la necessità e , comunque , a presentarsi ai prossimi appuntamenti elettorali. Rivolgiamo quindi un appello a tutti quegli Uomini e quelle Donne che hanno militato nel Msi e in Alleanza Nazionale affinché  non disperdano un preziosissimo patrimonio storico e ideale , ma lo salvaguardino  ( per tramandarlo ai posteri )  sotto le bandiere de LA DESTRA .
Ricostruiremo l’Italia che ci appartiene , riscoprendo l’orgoglio di un’Identità della Nazione che deve tornare a primeggiare .
Lo faremo tutti insieme , portando il Pensiero ed i Valori della vera DESTRA nella Politica e nella Società : costruendo così una speranza per tutti .
Andrà bene perché LA DESTRA c’è sempre stata e ancora c’è , basta solo risvegliarla , non vergognarsene  ( come ad oggi purtroppo  hanno fatto e stanno ancora facendo  tanti ! ) ,ed andarne fieri ogni giorno che ancora ci resta da vivere .
Perché essere di DESTRA è sempre stata una scelta basata solo sul coraggio e mai sul proprio personale tornaconto .
 
  
                             Francesco Monica ed Emilio Tappani
                    Segreteria Provinciale LA DESTRA  di Piacenza

Il Segretario Monica, appassionato pescatore

Si rende noto che il Dott. Matteo Ricchetti , Presidente della Segreteria dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna , ha inviato allo scrivente il seguente comunicato  :
  “ Si comunica che  l’Ufficio  di Presidenza dell’Assemblea Legislativa della  Regione Emilia Romagna  , con la deliberazione n. 65 del 30 Giugno 2010 , ha dichiarato la sussistenza delle  condizioni di ammissibilità della presentata  Petizione ( da parte dell’Avv. Francesco Monica in qualità di Segretario Provinciale de LA DESTRA di Piacenza ) in ordine alle modalità di gestione dell’attività di pesca sportiva nelle acque interne disciplinata dalla L.R. 22.02.1993 n. 11 e successive modifiche .
Pertanto si è provveduto all’iscrizione dell’oggetto all’ordine del Giorno generale dell’Assemblea ed alla sua assegnazione , in sede referente , all’esame della Commissione assembleare competente per materia ( Turismo , Cultura , Scuola , Formazione , Lavoro , Sport ) .
 Per opportuna informazione si ricorda la procedura prevista in proposito dal Regolamento assembleare ( Art. 121 ) :
 - L’esame si conclude , entro sei mesi , con una relazione comunicata all’Assemblea , ovvero con una decisione di abbinamento con un eventuale provvedimento legislativo , regolamentare , o amministrativo all’ordine del Giorno della Commissione stessa riguardante analogo oggetto .;
 - Il Presidente dell’Assemblea comunica al primo firmatario l’esito della Petizione . Se , dopo tale comunicazione , la petizione è reiterata , l’Ufficio di Presidenza può decidere di archiviarla “ .
I migliori saluti .
 
Francesco Monica – Segretario Provinciale de LA DESTRA di Piacenza ( Cell. 338/8869367 )

La Federazione provinciale di Piacenza de “LA DESTRA” esprime la propria piena contrarietà in ordine all’avvenuta riammissione all’interno del PTCP della Provincia di Piacenza dei progetti di realizzazione di due centraline idroelettriche sui torrenti Gramizzola ( Ottone ) e Grondana ( Ferriere ) .
Contrarietà che da questa Federazione Provinciale , così come dalla Direzione Nazionale  de LA DESTRA , erano state chiaramente già espresse nel non lontano Anno 2007 quando lo scrivente , direttamente collaborando con l’allora Senatore de LA DESTRA Stefano Morselli , provvedeva a far presentare e discutere nell’Aula del Senato della Repubblica ( 260° Seduta della XV° Legislatura – in data 4 Dicembre 2007 ) una mirata interrogazione agli ( allora )  Ministri dell’Ambiente  e dello Sviluppo Economico per chiedere che il Governo ( del tempo ) intervenisse per bloccare l’avvio dei lavori di realizzazione di centraline idroelettriche nel Territorio della Provincia di Piacenza per i quali , sempre in quel tempo , la Regione Emilia Romagna aveva in corso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale del relativo progetto , stilato dalla Società Bresciana denominata “ ECO VAL SABBIA “ con la partecipazione dei Comuni dell’Appennino Piacentino   di Ferriere , di Ottone e di Cerignale ( si veda a proposito proprio quanto pubblicato dal Quotidiano LIBERTA’ alle date del 8 dicembre 2007 e 12 Dicembre 2007 a pag. 24 ) .
In tale sciagurato progetto era prevista , tra  altre , proprio la realizzazione di una centralina idroelettrica sul torrente Grondana e di un’altra sul Torrente Gramizzola .
Degno di nota è , al proposito , l’intervento che , al tempo , fù effettuato presso il Consiglio della Regione Emilia Romagna da ALLEANZA NAZIONALE ( Partito ancora per poco in essere ) e , nella specie , dall’
( allora ) Capo Gruppo di AN e componente della Commissione Ambiente LUCA BARTOLINI , su diretta segnalazione dell’On.LE TOMMASO FOTI .
Infatti ( come si evince proprio da quanto pubblicato a pagina n.24 del  Quotidiano LIBERTA’ del 12 Dicembre 2007 ) il primo , su segnalazione del secondo , esprimeva il proprio Parere contrario alla valutazione di impatto ambientale per tutelare i corsi d’acqua e l’Appennino dove il progetto della Società Bresciana Eco Valsabbia intendeva intervenire .
Tanto adducendo gravi conseguenze sotto il profilo ambientale , e quindi anche turistico ed economico .
Riesce pertanto oggi del tutto sorprendente ,  incomprensibile e perciò assolutamente inaccettabile , sotto un profilo logico prima ancora che politico ,  la presa di posizione assunta dall’ON.LE TOMMASO FOTI ( PDL  ) il quale ( unitamente al consigliere Provinciale e Sindaco di Ferriere  Antonio Agogliati – PDL – ) ha invece ora presentato l’osservazione al PTCP per la quale sarebbe possibile non applicare le rigorose prescrizioni per le derivazioni ad uso idroelettrico relativamente ai progetti avviati prima dell’adozione del piano ( quindi già nell’anno 2007 ) e per i quali fosse stata indetta e convocata la Conferenza dei Sevizi nell’ambito del Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.
 In tale maniera l’ON.le TOMMASO FOTI ha consentito che , all’interno del PTCP , vengano oggi riammessi due dei progetti di derivazione idroelettrica che invece ( unitamente ad altri di pari pericolosità ambienta
le ) nel ( lo ripetiamo ! ) non lontano Anno 2007 il medesimo aveva
( giustamente )  pubblicamente osteggiato : e tanto al punto da far addirittura  un apposito intervento contrario in seno al Consiglio Regionale E la “ storia “ è ancora più assurda se si considera come oggi le due micro Società alle quali fanno capo i due  sopra detti ( famigerati )ammessi progetti di derivazione idroelettrica , la Val Nure S.r.l. e la San Colombano S.r.l. , sarebbero entrambe ( cfr. Quotidiano LIBERTA’ del 30 Giugno 2010 a pag. 24 ) “ figlie “ della proprio della Società ECO VAL SABBIA di Brescia : la quale , infatti , deterrebbe la maggioranza sia per quanto riguarda il progetto di Ferriere che l’altro di Ottone .
 
                                  Avv. Francesco Monica
         Segreteria Provinciale LA DESTRA  di Piacenza

Diciamo le cose come stanno senza inutili giri di parole utili solo a confondere ancora di più le idee a cittadini ai quali, negli ultimi 20 anni, sono state raccontate le peggio fandonie da parte dei soliti noti: la cricca capital-catto-comunista che tiene in pugno l’economia e la politica italiana ed occidentale.

La faccenda dell’acqua: l’acqua pubblica, il referendum, ecc., non è altro che un semplice e fin troppo evidente paravento dietro cui si nasconde la lotta fra le due fazioni dello stesso gruppo di potere capital-catto-comunista: la lotta fra la fazione che, ben introdotta e ben rappresentata nel mondo finanziario, vuole aprire nuovi fronti di speculazione e di profitto economico sul bene acqua e fra la fazione dei girotondini, il popolo della rete, il popolo viola, i grillini, insomma tutto il rugginoso armamentario chic/rivoluzionario che ha accompagnato come un ombra l’avanzata del potere finanziario anglosassone negli ultimi 40 anni, con il preciso compito di dare una facciata presentabile e “dalla parte dei cittadini” ad interessi privati di ristretti gruppi di potere.

Da un lato quindi sono schierati coloro che vogliono assegnare nuovi profitti ai privati sulla gestione del bene acqua (costoro sono, indifferentemente, in ambo gli schieramenti attualmente maggioritari nel panorama politico ufficiale: PDL e PD), dall’altro lato vi sono coloro che auspicano un ritorno alla gestione del bene acqua interamente di tipo “pubblico”, cioè affidato alla casta politica. E qui ritorniamo all’origine, dato che la casta politica è comunque reclutata e cooptata dai grossi interessi finanziari mondiali. E la gestione affidata alla casta politica significa finanziamento ai Partiti della casta. Perché le illusioni che la gestione pubblica possa essere priva di “drenaggi” e di interessi di parte, è una semplice illusione, e anche poco pia.

Ma perché un cittadino dovrebbe pensare di trarre guadagno dalla gestione dell’acqua affidata al pubblico? Che i profitti della gestione vadano ad un privato, o al Partito politico che, alla fin fine, è sempre determinato dal privato, cosa cambia al cittadino?

Forse i cittadini hanno l’illusione di poter dire la loro in una gestione affidata al pubblico? Non ne saremmo così tanto sicuri. Proprio in un articolo apparso recentemente su Libertà,  il movimento 5 stelle (che figura fra  i promotori del referendum per l’acqua pubblica) fà chiaramente intendere l’inadeguatezza di una classe politica italiana in cui solo uno su tre è laueato e parecchi arrivano appena alla terza media. Affermazione sibillina che fa trasparire quanto poco spirito democratico vi sia in un movimento che dice di nascere dalla gente ma che parla con la spocchia e la “puzza al naso” tipica di chi mastica poca democrazia e soprattutto è ben lontano dalla vita quotidiana.

Stiano tranquilli pertanto i cittadini che firmano per il referendum: con questa gente, se non hanno almeno la laurea non potranno mai arrivare a gestire la cosa pubblica.

Ma la cosa che incuriosisce di più è la pelosità sottesa alle motivazioni referendarie. “l’acqua è un bene comune ….. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali” si legge sul sito internet della campagna referendaria. Finalmente! Per i referendari è l’attuale governo che ha tutte le colpe. Forse era meglio essere più precisi: è tutta colpa di Berlusconi.

Noi però abbiamo memoria lunga. E ricordiamo che è con la Legge n. 142 dell’8 giugno 1990  (VI Governo Andeotti – DC, PSI, PSDI, PRI, PLI ) che viene assestato il primo durissimo colpo alla gestione pubblica dei servizi legati al ciclo idrico. L’art. 22 della legge precisava che i servizi pubblici (fra cui il ciclo idrico) potevano essere gestiti, fra le altre tipologie, anche mediante la concessione a terzi (privati), qualora sussistessero ragioni tecniche, economiche, e di opportunità sociale. E poi con la Legge n. 36 del 5 gennaio 1994 (Governo Ciampi – DC, PSI, PSDI, PLI) meglio conosciuta come Legge Galli, con cui all’art. 20 si precisava che la gestione del Servizio idrico integrato poteva essere affidata a terzi (privati) mediante procedure di gara di appalto pubblico. Ma ancora il 2° Governo Amato (Ulivo, PDC, UDEUR) che con il D. Lgs. 18 agosto 2000 – Testo unico delle Leggi sull’ordinamento degli enti locali – stabiliva, all’art. 113, che tanto l’attività di gestione delle reti, quanto l’attività di erogazione dei servizi, poteva essere affidata a soggetti anche totalmente privati, scelti mediante gare pubbliche. E poi la Regione Emilia Romagna, con la Legge Regionale n. 25 del 6 settembre 1999, dove stabiliva che le attività di gestione ed erogazione legate al servizio idrico integrato devono essere affidate mediante gare ad evidenza pubblica (in cui quindi possono partecipare soggetti totalmente privati)

Insomma, ci fermiamo per amor di patria, ma ci sentiamo di dire, senza tema di smentite, che questo governo, con la privatizzazione dell’acqua, c’entri ben poco. Come ci sentiamo di dire che questa dell’acqua pubblica è la solita gazzarra fra i soliti noti.

 

La Destra

Federazione Provinciale di Piacenza

La Federazione provinciale di Piacenza de “LA DESTRA” plaude all’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Corte Maggiore che oggi procede all’ intitolazione di una strada all’indimenticabile On.le Avv. Carlo Tassi .
Anche il Consiglio Comunale di Piacenza deve prenderne esempio e quindi lo invitiamo ad assumere , al più presto , analoga delibera anche per una Via e/o una Piazza  della Città .
Oggi quanto mai l’enorme levatura , umana , politica e professionale , di questo Uomo di Destra assume notevole rilievo in quanto unico  ed intramontabile esempio che , proprio in quanto tale , ha sempre mantenuto fede a quelle Idee  ed a quei Valori fino alla sua prematura e tragica morte. L’on.le Avv. Carlo Tassi , l’Uomo delle tante e difficili battaglie : sia politiche che sociali .
Battaglie che tutte ha sempre portato avanti ,  sia nelle Piazze , come in Parlamento ( deputato del MSI prima e di AN , poi ) o nelle Aule dei Tribunali .
Battaglie da Lui combattute sempre e solo per linee rette ovvero senza  alcun  “ se “ e senza nessun “ ma “ perché , da sempre , essere Uomini di Destra è una scelta unicamente basata sul coraggio come sulla coerenza e non invece su un proprio  personale  comodo tornaconto .
L’On.Avv. Carlo Tassi era un Uomo leale , era infatti  un Uomo del Popolo che , proprio in piena adesione alla linea di pensiero del parimenti grande On.le Giorgio Almirante ( Segretario Nazionale del MSI) , con il suo agire ha sempre concretamente dimostrato come la vera essenza di ogni Azione di Destra , di una vera Destra Sociale , fosse solo quella  di “ andare incontro al Popolo “ : per ascoltarlo , per capirlo e per difenderlo .
Perché la Politica , quella che praticava il compianto On.le  Avv.Carlo Tassi , era proprio l’unica giusta e la sola vera in quanto vissuta ogni giorno come concreta infaticabile Missione Sociale.
Era ed è questa la missione del vero Uomo di Destra : di colui , che proprio come l’On.le Avv. Carlo Tassi , non ha mai chiesto l’argento del potere , ma solo il ferro , tutto il ferro delle idee  per poter combattere e  vincere .
E l’On.le Avv. Carlo Tassi ha sempre vinto  è ancora tra Noi : ne siamo consapevoli ,  anzi oggi ne siamo più che certi ! 
 Perché imperituro è solo e soltanto  colui il quale , da vero Uomo di Destra , ha sempre saputo e voluto  vivere di Idee per non dover , prima o poi ,  morire di potere .

Francesco MONICA ed Emilio TAPPANI – Segreteria Provinciale LA DESTRA Piacenza

fonte: www.radiosound95.it

 La Federazione provinciale di Piacenza de “LA DESTRA” esprime vivo disappunto nel rilevare la notizia dell’ennesima rissa fra stranieri avvenuta in città a Barriera Genova la scorsa notte.
La città non è abituata a queste cose dice l’ecc.mo signor  Sindaco.
 Ebbene, diciamo noi, è ora che si abitui, visto l’enorme numero di stranieri che bivaccano senza posa e si danno all’alcool ad ogni angolo delle nostre strade.
E questo grazie solo ad una politica comunale incapace ad oggi di affrontare e risolvere con fermezza e decisione il problema dell’immigrazione selvaggia .
Una politica comunale che è stata capace solo di ghettizzare gli immigrati , aggiungendo il disagio al disagio .
Non può bastare qualsiasi misura di prevenzione per stroncare gli effetti di una forzata politica dell’integrazione “a tutti i costi” indirizzata verso coloro che non hanno nessuna intenzione di integrarsi.
E quindi saremo noi Piacentini che dovremo imparare ad integrarci, imparando a convivere con delinquenti, spacciatori, risse e violenze varie.
Almeno fino a che non rialzeremo la testa e faremo sentire forte la voce dell’indignazione verso coloro che hanno venduto la nostra identità.
Ora basta !
La Federazione Provinciale de LA DESTRA chiede ora e subito le dimissioni dell’ecc.mo signor Sindaco Roberto Reggi .
Poi , finalmente , si vada a elezioni , per tornare al futuro e restituire Piacenza ai Piacentini !

Francesco Monica, Emilio Tappani – Segreteria Provinciale LA DESTRA di Piacenza

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